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   Elettronica
   Il caricabatterie domestico
   di Davide Pinciroli

Uno degli accessori indispensabili per il modellista dinamico è sicuramente il caricabatterie. Sappiamo benissimo che l’intero funzionamento di trasmissione e alimentazione dei servocomandi dipende dalle batterie. Alcuni preferiscono adottare le classiche stilo di tipo AA usa e getta, sia per una questione di praticità che per il vantaggio di non dover acquistare un caricabatterie aggiuntivo che potrebbe incidere ulteriormente sul costo di mantenimento dell’hobby preferito.

Certamente il costo di batterie ricaricabili è maggiore di quello delle classiche stilo AA, ma la durata è di gran lunga maggiore (a volte si parla di anni…). Ovviamente l’utilizzo di queste implica l’acquisto di un caricabatterie dedicato, il quale è influenzato da tipo di batterie utilizzate, e dalla frequenza d’uso del modello.

Compriamo il caricabatterie adatto

Se si utilizza il modello, qualsiasi esso sia (aereo, auto, elicottero,ecc) la domenica o qualche raro pomeriggio, basterà acquistare un caricabatterie lento con alimentazione a 220 V capace di soddisfare la carica sia del radiocomando che della ricevente/servi; se l’utilizzo diventa molto più frequente o duraturo nell’arco della giornata (gare, ritrovi in pista tra amici, ecc) occorrerà munirsi di un caricabatterie di tipo rapido (o da campo) con alimentazione a 12V da poter utilizzare ad esempio collegandolo alla batteria dell’automobile. Quest’ultimo si differenzia in due distinte tipologie di funzioni: analogico e digitale.

Il primo sarà dedicato esclusivamente per la carica di batterie di tipo stilo, mini stilo, Kan, e tutta la serie di accumulatori al NiMh (Nichel Metalidrato) e NiCd (Nichel Cadmio), il secondo potrà essere utilizzato anche per la più sofisticata carica delle batterie al Pb (Piombo) e di quelle di ultima generazione LiPo (Polimeri di Litio).

Il caricabatterie da muro “base”

Occupiamoci ora del caricabatterie lento, detto anche “da casa” o “da muro”. Di questo tipo ne potete trovare di svariati modelli, il più comune è sicuramente quello per presa elettrica domestica che solitamente viene fornito in dotazione con il radiocomando.

Questo caricabatterie presenta di norma uscite a basso amperaggio, che implicano tempi di ricarica piuttosto lunghi (solitamente 12-15 ore). A suo vantaggio vede la possibilità di caricare sia le batterie della trasmittente (il radiocomando) che quelle della ricevente, siano queste ultime da quattro o da cinque elementi stilo, Kan, mini stilo ecc. La sua forma è quella di un normalissimo trasformatore ed è dotato di due spinette di ricarica adattabili alla maggior parte delle batterie/trasmittenti in commercio. Se acquistato a parte i costi sono molto contenuti.



Figura 1

La stazione di ricarica domestica

In alternativa, nei negozi di modellismo sono presenti delle praticissime stazioni di ricarica dotate di differenti amperaggi di ricarica, da un minimo di 60 mAh a un massimo di 600/800 mAh, sempre con alimentazione domestica da 220V. Questo tipo offre la possibilità di poter caricare le batterie in un tempo più breve e di utilizzare un amperaggio corretto; è inoltre capace di caricare pacchi batterie assemblati fino a 8 elementi.

Anche questo tipo di caricabatterie si riesce a reperire con costi abbastanza contenuti. A differenza del primo modello a “muro”, dotato di spinette di ricarica, per questo occorre munirsi degli adattatori dedicati al tipo di batteria da ricaricare. Li dovremo realizzare noi stessi, con materiali di comune reperibilità. In un prossimo articolo vedremo come costruirli.



Figura 2