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   L'officina del dilettante/1
   di Francesco Maurizi Enrici

Diario di un modellista alle prime armi

Salve a tutti, il mio nome è Francesco, sono appassionato di modellismo statico e dinamico, ho cominciato la mia esperienza due anni fa. Adesso seguo molto il modellismo dinamico e in particolar modo il mondo delle auto radiocomandate.
Al momento sono entrato in possesso di un modello radiocomandato 1:10 (a proposito, questa è la scala di grandezza, significa che 1 centimetro del modello è equivalente a 10 centimetri del suo corrispondente reale) con motore a scoppio. Il modello che ho acquistato è di quelli già montati, adattissimi ad un principiante come me.
Appena aperta la scatola, ho preso il manuale d’istruzione e mi sono messo a leggerlo attentamente, così da non rischiare di spaccare qualcosa, o di smanettare con comandi che non conosco. Dopodiché ho incominciato a studiare la struttura del telaio: se sottomano avete un modello r/c, mettetevelo accanto e guardate attentamente: vedrete il motore (sia esso a benzina, o elettrico) all’incirca a 2/3 del telaio, i servi (servono per trasmettere i comandi dal radiocomando all’auto), le ruote e il serbatoio. Ci sono anche moltissime componenti aggiuntive, ma principalmente l’auto funziona con queste quattro componenti.

Bene, passiamo dalla teoria alla pratica: chiaramente non si compra un modellino radiocomandato per tenerlo su uno scaffale, ma per farlo correre. La prima cosa da fare è alimentare l’impianto elettrico dell’automodello: senza di esso infatti, i servocomandi non funzionano. Per servocomando intendo un motore elettrico che trasmette il movimento che si imprime al veicolo attraverso il telecomando. Solitamente sono necessarie 4 pile di tipo AA per la ricevente sulla vettura, e 8 per il radiocomando. L’utilizzo delle batterie ricaricabili è caldamente consigliato.
Successivamente, è necessario riempire il serbatoio di “miscela”, che può essere acquistata presso i negozi di modellismo, e farla arrivare al carburatore. In nostro aiuto arriva una pompa a vuoto che spinge il carburante fin all’ingresso del carburatore. Occhio a non far entrare troppa miscela, oppure il motore si ingolferà, a causa dell’ afflusso eccessivo di benzina nel carburatore, impedendo l’avviamento del motore. (Posso assicurarvi che mi è successo, non è facile saper dosare la quantità le prime volte). Se succede, svitate la candela e tirate l’avviamento un po’ di volte, fino a far evaporare un po’ di carburante, quindi riavvitatela.
Arriva il momento più delicato: quello in cui si inserisce lo scalda-candela nella testata del motore. Questo non è altro che una resistenza che scalda la candela, permettendo l’avvio del motore. C’è da prestare particolare attenzione a quello che viene specificato sul manuale al riguardo dell’accensione: tenendo per troppo poco tempo lo scalda-candela su di essa, l’auto non parte. Se lo si tiene troppo, c’è il rischio di bruciare (letteralmente) la candela che : in questo caso l’auto non si accenderà più, fin quando non si cambierà la candela! Anche in questo caso, è difficile capire il giusto tempo necessario, ma è possibile andare per tentativi: le candele sono abbastanza “elastiche” e non si bruceranno se si tiene lo scalda-candela su di esse per 7-8 secondi invece di 5.
Adesso arriva il momento di accendere il motore: per questo c’è la cordicella di avvio. Va tirata diverse volte con decisione, finché il motore non ingrana. Di solito, se il modello ha una buona messa a punto, bastano poche tirate. Se l’auto non si accende dopo qualche secondo, staccate lo scalda-candela, e aspettate qualche secondo. Il problema probabilmente potrebbe stare nella formazione di bollicine d’aria nel tubo del carburante, o nel troppo carburante nel carburatore (anche qua, mi sono trovato ad affrontare entrambe le situazioni). Mi raccomando, quando avviate l’auto assicuratevi di tenerla sollevata, perché se malauguratamente il modello ha il minimo alto ed è in terra, c’è il rischio che schizzi pericolosamente in avanti appena viene accesa, e chiaramente non possiamo permettere che ciò accada quando ci troviamo ai margini di una strada trafficata da auto.
Bene, adesso non ci resta che accendere i servi dell’automodello, quelli della trasmittente, e quindi…
…aspettare il prossimo episodio!
Un saluto a tutti, a presto.